La Conciliazione Paritetica

Il servizio di conciliazione paritetica fornisce un’alternativa veloce e sicura in caso di controversia; tale servizio risulta essere un’ottima alternativa all’iter giudiziale proprio perché abbatte tempi e costi di processo. Generalmente si utilizza per conflitti di modesto valore economico, che altrimenti, rimarrebbero inevasi.

Questa procedura di definizione stragiudiziale delle controversie è stata introdotta nel 2009 tramite la legge delega n. 69, successivamente nel 2015 l’Italia ha recepito la direttiva europea ADR 2013/11/UE, e con l’emanazione del decreto legislativo n. 130/2015 ha previsto la fattispecie della negoziazione paritetica (art. 141 ter del Codice del Consumo) che così entra a far parte di diritto nelle ADR, le procedure di risoluzione stragiudiziale delle controversie. In particolare, gli organismi ADR, tra cui gli organismi di negoziazione paritetica, secondo quanto previsto dall’ 141 quater del Codice del Consumo, devono rispettare obblighi di Trasparenza, efficacia, equità e libertà.

Ad oggi sono stati sottoscritti 23 protocolli nazionali di conciliazione paritetica nei settori delle assicurazioni e trasporti, delle telecomunicazioni, banche, somministrazione energia elettrica, gas e servizi postali.

Tale procedura è caratterizzata dalla presenza di due conciliatori adeguatamente formati: il conciliatore, rappresentante del consumatore e il secondo conciliatore, rappresentante dell’azienda in questione. Il ruolo dei conciliatori non consiste nel determinare la ragione oppure il torto delle parti, ma cercare di aiutare alla risoluzione della controversia, suggerendone una soluzione.

La rapidità, la gratuità del servizio, la semplicità, ma allo stesso tempo, la riservatezza della procedura, caratterizzano l’iter della conciliazione e, nel caso il consumatore fosse soddisfatto della soluzione proposta dai conciliatori, potrà sottoscrivere la suddetta proposta che, da quel momento in poi, diventerà vincolante per lui e per l’azienda. Nel caso in cui, al contrario non si riesca ad addivenire ad un accordo, il consumatore potrà, una volta conclusa la conciliazione, ricorrere in giudizio ed affrontare il normale processo giudiziario.

In alcuni settori, come ad esempio quello delle telecomunicazioni, la procedura di conciliazione è diventata obbligatoria per legge, ovvero va esperita prima di adire il giudizio ordinario.

Per il consumatore che si rivolge alla conciliazione paritetica esistono delle garanzie e dei vantaggi, e cioè:

  • la procedura è gratuita e semplice;
  • i Conciliatori vengono formati e costantemente aggiornati nella tutela del consumatore, nelle regole e nelle norme di settore, nonché nella procedura di conciliazione e nelle A.D.R.;
  • il consumatore può rappresentare il proprio punto di vista ed essere ascoltato dalla Commissione di conciliazione, in virtù del principio del contraddittorio:
  • i tempi per definire la controversia sono rapidi;
  • nel funzionamento della procedura sono garantite trasparenza e informazione;
  • in qualsiasi momento il consumatore è libero di scegliere se rifiutare di partecipare alla procedura o se rifiutare la proposta conciliativa individuata dalla Commissione. In questa libera scelta è da escludere qualsiasi dannosa conseguenza;
  • per la tutela della privacy c’è massima riservatezza delle informazioni rese e riguardanti la controversia;
  • l’accordo riveste efficacia giuridica ai sensi dell’art.1965 del cod. civile. L’azienda deve rispettare quanto è stato previsto dal verbale di conciliazione e a tal proposito viene compiuto un monitoraggio dell’Associazione dei consumatori;
  • se l’azienda ritarda di adempiere quanto previsto dal verbale, può essere soggetta ad una penale;
  • durante la procedura di conciliazione vengono sospesi i provvedimenti di autotutela da parte dell’azienda.

Altre pillole

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